Luca, un nostro lettore, mi ha inviato una mail contenente un'unica domanda: Qual è il significato della vita, perchè la vita esiste? Vorrei rispondere a questo quesito, immensamente rilevante, parafrasando alcune parti di una risposta data da O. Rajneesh ad una domanda postagli durante un incontro. Spero che anche tu, Luca, possa vedere la bellezza, la verità e la libertà che ho scorto fra queste semplici, quanto profonde, parole.
Domanda: Qual è il significato della vita, perchè la vita esiste? Risposta... (Clicca su leggi tutto)
Lo scrittore Mario Rigoni Stern è morto ad Asiago, all'età di 86 anni. I funerali sono stati celebrati martedì pomeriggio, in forma strettamente privata, nella chiesetta del cimitero di Asiago. Mario Rigoni Stern era nato ad Asiago (Vicenza) il primo novembre 1921. Trascorre l'infanzia tra i pastori e la gente di montagna dell’Altopiano di Asiago. Nel 1938, entra alla Scuola Militare d’alpinismo di Aosta. Combatte come alpino, nel battaglione Vestone, in Francia, Grecia, Albania, Russia. Fatto prigioniero dai tedeschi dopo l'8 settembre 1943, viene trasferito in Prussia orientale. Da quando rientra a casa, il 5 maggio 1945, non si muove più dal suo paese natìo dove trova impiego al catasto comunale, nel quale lavorerà fino al 1970. Successivamente si dedicherà totalmente al mestiere di scrittore che aveva iniziato fin dagli anni '50. Nel 1953, Elio Vittorini pubblica presso "I Gettoni di Einaudi", il suo primo e più celebre romanzo «Il sergente nella neve», che presto diventa un classico della letteratura moderna italiana, e che narra, autobiograficamente, la storia di un gruppo di alpini italiani durante la ritirata di Russia.
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In questo breve articolo vorrei proporre un paio di riflessioni che prendono spunto dalla lettura del testo di Fritz Perls “L’approccio della Gestalt”. Il primo spunto di riflessione che vorrei proporvi, riguarda la nozione di “normale” che traspare in alcuni paragrafi del testo, nei quali per normale si intende “ciò che si adatta alle aspettative dell’ambiente nei riguardi del comportamento del soggetto”: tanto più queste aspettative sono soddisfatte, tanto più il soggetto apparirà come “normale”, mentre se accade l’inverso il soggetto apparirà come un ché di “anomalo”...
Ci è arrivata una e-mail di un lettore che chiede un nostro commento sull’omicidio di Lorena, avvenuto a Caltanissetta, compiuto da tre minorenni (per approfondire clicca qui). La prima cosa che vorrei dire a questo nostro lettore è che non ho nessuna intenzione di commentare questo fatto di cronaca. Ma cercherò ugualmente di dare una risposta alla sua domanda, anche se forse non è quella che si aspettava, parlando di quel che a mio avviso è l’unico punto rilevante della faccenda, e cioè le cause, le responsabilità e le soluzioni di quel crescente fenomeno di decivilizzazione che investe la nostra società e che, a ben vedere,colpisce per primi i più deboli, perché più influenzabili. Mi sto riferendo, ovviamente, ai bambini e agli adolescenti...
Spesso quando ci si avvicina ai testi sulla consulenza filosofica la prima difficoltà che si incontra è sul piano terminologico. In effetti, ci sono molte espressioni sulla consulenza filosofica che meriterebbero una maggiore analisi concettuale ed una tra queste, pensate un po’, è proprio quella che definisce tale attività.
Un anno dopo essermi laureato in filosofia mi sono avvicinato per la prima volta e con grande entusiasmo allo studio del counseling filosoficofrequentando la scuola di counseling ad orientamento esistenziale e filosofico di Vicenza, e non posso esimermi dal confessare di essere stato per lungo tempo (e con me alcuni altri compagni di corso) disorientato e confuso nel constatare la difficoltà di definire precisamente quell’attività di consulenza che stavamo imparando a praticare....
Quanto segue è una riflessione in risposta ad un commento che è stato inserito nel precedente articolo da un nostro lettore.
Commento: “E' proprio vero che l'amore viene all’improvviso, senza sapere il tuo nome ne pretendendo la tua attenzione, ma chiedendoti solamente: “Cosa sei disposto a perdere per venir con me?” Ma se la morte e l'amore si assomigliano, perchè si ha così tanta paura della morte e si desidera così tanto l'amore? (Inserito da Paolo, il 05/08/2008 alle 08:43Articolo: Il mondo perduto)
Oltre il muro dei nostri pregiudizi e dei nostri inganni esiste un mondo che non conosce paure, affanni, lotte, dolori, ne morte alcuna. Lo si può intravedere, a volte, riflesso inconsapevolmente negli occhi di un bambino, mentre salta a piedi nudi in una pozza d’acqua, quando un temporale primaverile fugge all’orizzonte lasciandosi alle spalle il fresco odore della terra baciata dai primi raggi del sole.
Disorientare, terrorizzare, confondere, avvolgere ogni cosa in una torbida nebbia di mezze veritàmescolate a mezze bugie: questo è il mostruoso capolavoro manipolativo a cui siamo sottoposti. Lo stupro, dopo mesi di silenzio, è tornato alla ribalta delle cronache, come se sino a ieri non ve ne fossero più stati, come se il male fosse rimasto in agguato ad attendere il momento adatto per scioccare un'opinione pubblica fatta d’anime candide e innocenti…